Il made in Italy? Per i cinesi vuol dire vestiti alla moda, cibi e vini del Mediterraneo, calcio. Per gli svedesi cibo e vino, mare e calcio. Per i russi la buona tavola, ma anche le bellezze naturali, il mare e la moda. Per gli americani cibo e vino, oltre ai luoghi italiani legati alla religione. Insomma, si compra vino e pasta. Ma il sogno nel cassetto, se non si avessero problemi di soldi, è una bella macchina italiana, complice il marchio Ferrari. O gli abiti griffati. È un quadro incoraggiante quello che emerge dalla ricerca presentata ieri durante il convegno del Comitato Leonardo. Un sondaggio realizzato su quattro Paesi per capire come viene percepito il made in Italy e trarne le dovute considerazioni per capire la rotta da prendere.
«I Paesi scelti rappresentano i quattro punti cardinali, sia per la loro importanza, sia per le differenze che li caratterizzano», ha detto Laura Biagiotti, presidente del Comitato Leonardo. «La qualità dei nostri prodotti all'estero non è messa in discussione», ha commentato il presidente dell'Ice, Beniamino Quintieri, sottolineando lo sforzo fatto dall'Istituto per coordinare la promozione ed aggiungendo che le prospettive dell'export dal punto di vista congiunturale sono incoraggianti, sia nei Paesi più lontani, sia in Europa.
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Estratto da Il Sole 24 Ore del 18/06/04 a cura di Pambianconews