Giovanni Gajo si è dimesso da presidente del gruppo Marzotto «per ragioni strettamente personali». Andrea Donà delle Rose, figlio di Italia Marzotto, appare oggi il più accreditato successore di Gajo. La prima parte del cambio della guardia alla testa dello storico polo tessile/abbigliamento è stata ufficializzata ieri, la seconda mossa richiederà probabilmente ancora un mese e più. Ma al termine del percorso un esponente dei Marzotto tornerà a rappresentare il gruppo industriale di famiglia. L'ultimo presidente con il cognome Marzotto è stato Pietro, leader per un trentennio, dimessosi nel giugno 1998 per «frequentare di più figli e nipotini».
Resta da capire, peraltro, se la chiamata di Andrea Donà delle Rose alla presidenza possa esaurire il disegno della generazione dei 40-50enni di famiglia che finora ha avuto scarso spazio per la permanenza ai quadri di comando dei fratelli Pietro, Paolo, Giannino, Vittorio, Umberto, Italia e Laura. Attorno a Andrea Donà delle Rose e a Gaetano Marzotto lo scorso anno s'è coagulato un patto di sindacato che assomma il 27% del capitale. I 24 cugini che hanno unito le forze alla vigilia dell'assemblea del 2003 potrebbero forse prendere spunto dall'addio di Gaio per riallestire il consiglio di amministrazione.
Su un punto, tuttavia, non emergono dubbi: il capo azienda è a tutti gli effetti Antonio Favrin, amministratore delegato e vicepresidente, manager che gode della fiducia di tutti i rami dell'articolata famiglia valdagnese. Gaio, comunque, ha sottolineato ieri «la genesi assolutamente personale» della decisione presa. «Non c'è stata alcuna rottura traumatica, lascio una società in piena salute e nelle ottime mani dell'amico Favrin. A tutti i migliori auguri di buon lavoro» dice l'ormai ex presidente.
Estratto da La Repubblica del 25/05/04 a cura di Pambianconews


