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Da Reggio a Montenapo con il lusso all'emiliana

Di pbadm
21 Apr 2004

Gente di Correggio, tra la via Emilia e il Po di Guareschi. Te ne accorgi presto, dopo qualche minuto che rompe il ghiaccio, e poi «Dio Buono, l'idea di sbarcare in Borsa ci venne sulla spiagga di Forte dei Marmi». Era l'agosto del 1999, quando Giovanni la buttò lì quasi per scherzo, al padre Walter e al fratello Andrea. Dopo pochi mesi la signora Mariella Burani, tuttora la stilista del gruppo, fece il suo ingresso in Piazza Affari. Al nome della madre aggiunsero Fashion Group. Sicchè divenne Mariella Burani Fashion Group, che faceva meno reggiano e più americano. Ma il nome non sempre fa l'omen: in questo caso, infatti, il destino ha ancora lo stile, ricercato sì, ma senza fronzoli, dell'Emilia centrale.



«Lusso accessibile, lo chiamiamo», dice Giovanni, dal 2000 amministratore delegato della società. Una formula intelligente per vendere accessori e vestiti di alta qualità, senza per forza farli pagare le cifre astronomiche che hanno svuotato parte dei negozi del triangolo della moda milanese. «Così il settore diventa anche eticamente sostenibile». Etico o no, grazie alla guarescata socio-strategica il gruppo oggi poggia su un blocco immobiliare senza eguali nel centro di Milano: sette negozi, di cui cinque con vetrine in via Montenapoleone. Per un valore che, a voler cedere le locazioni (lo chiamano diritto di key money), secondo gli esperti ruota attorno a 35 milioni di euro.



Quando la società atterrò sul listino aveva un giro d'affari di circa 300 miliardi di vecchie lire. Dopo tre esercizi, nel 2003, ha sfondato quota 359: milioni di euro, naturalmente (con 21,7 milioni di utili). Nel frattempo ha messo a segno una decina di acquisizioni tra Germania (René Lazard), Austria (Don Gil) e, ovviamente, Italia. A colpi di shopping il gruppo, nato dall'abbigliamento, si è creato una costola negli accessori e pelletteria, settore a maggiore redditività. Ora la subholding Antichi Pellettieri, con marchi come Braccialini, Baldinini, Francesco Biasia, viene valutata attorno a 90 milioni di euro, «il che significa, riprende Giovanni, un ritorno del 350% sull'investimento».



«Dalla cessione di Antichi Pellettieri, spiega, abbiamo incassato una plusvalenza di 12 milioni. Interbanca ci ha pagato 25 milioni, ovvero un premio del 15% rispetto all'allora quotazione di mercato e del 21% rispetto ai valori dell'Ipo». Risorse che hanno finanziato «la crescita della famiglia». Il 2 aprile è stato aperto a Pescara il primo multibrand del gruppo. Il secondo è previsto a Kiev: «All'Est vogliamo realizzare il 25% del fatturato in 4-5 anni». Agli inizi di maggio partirà la Millemiglia e con lei la nuova linea di abbigliamento, questa volta anche maschile, di Mariella Burani. «Sarà un lancio eccezionale, sorride Giovanni, visto che i nostri colori saranno portati in giro da papà (Walter, attuale presidente, ndr) e Andrea (l'altro amministratore delegato)».


Estratto da Finanza&Mercati del 21/04/04 a cura di Pambianconews

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