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In pegno alle banche italiane il 60% di Prada

Di pbadm
26 Mar 2004

La data del closing è già fissata: mercoledì 31 marzo. Quel giorno Patrizio Bertelli potrà archiviare il lungo negoziato che ha portato a riscrivere garanzie e impegni del bond da 700 milioni emesso a fine 2001 con scadenza giugno 2005. Assieme ai delegati delle banche, il presidente del luxury group firmerà i contratti predisposti dai legali di Clifford Chance (advisor di Deutsche bank, Bnp-Paribas e Barclays), di Gianni-Origoni-Grippo & partners (per Banca Intesa, Unicredito, Bipielle,Centrobanca), e Linklaters ,(ha assistito Prada holding). Il tutto con qualche novità rispetto alle intese preliminari di novembre e, soprattutto, con la concessione di un pegno salito al 60% del capitale Prada.



La questione era emersa un anno fa dopo che Prada aveva sforato uno degli impegni (covenant) del bond. Prevedeva un parametro massimo di 4,5 nel ratio tra debiti netti (Prada più la controllante Itmd di Amsterdam) ed ebitda, divenuto irrealistico dopo lo stop alla quotazione in Borsa. A quel punto le tre banche estere avevano iniziato a fare pressing su Bertelli per ridurre la propria esposizione di firma (una controgaranzia di 425 milioni sul totale di 700). Ma il patron del gruppo ha saputo trovare la sponda delle banche italiane raccolte attorno a Intesa, fino alla soluzione ormai pronta.



Il dettaglio delle nuove quote prevede che la banca di Corrado Passera aumenti a 300 milioni (da 175) la controgaranzia sul bond emesso da Deutsche bank ag. Unicredito e Bipielle, new entry del pool, assumeranno rispettivamente 200 e 100 milioni. Infine Bpu-Centrobanca manterrà la vecchia quota di garanzia ferma a 100 milioni. Un operazione si farà con subentro diretto nelle garanzie lasciate da Deutsche bank spa, Bnp e Barclays, senza l'emissione di un secondo bond che pure era stata presa in esame. Sono stati riscritti anche i covenant. E rinegoziato il pegno originario che è salito appunto dal 40% al 60%, almeno stando alle bozze legali preparate per il closing. Questo assetto durerà fino a giugno 2005, data di scadenza del bond, quando Bertelli dovrà affrontare due scenari. Quotarsi in Borsa, con l'automatica trasformazione del bond in un'obbligazione convertibile in titoli Prada. Oppure la Itmd dovrà rimborsarlo per cassa attraverso un rifinanziamento.

Vedi tabella che segue


Estratto da Il Mondo del 26/03/04 a cura di Pambianconews

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