Serge Weinberg, amministratore delegato di PPR, dopo la nomina dei tre nuovi creativi di Gucci (Alessandra Facchinetti, John Ray e Frida Giannini) ha subito fatto sapere che 'la stella è il brand. Chi era Tom Ford prima di diventare la stella di Gucci?'. Ma la condanna velenosa arriva da Claire Kent, analista prestigiosa di Morgan Stanley, che da sempre aveva protetto e difeso l'ascesa di Gucci: 'E' andato in fumo il bene più prezioso: la vision del brand'. La nuova Gucci nasce senza personalità.
La stroncatura dell'esperta del lusso della City è di quelle che fanno male, soprattutto se coincide con una giornata disgraziata per le Borse e l'industria del lusso in particolare (la più vulnerabile al terrorismo). Ma alla fine è underweight, obiettivo 61,75 euro, ovvero il 25% in meno del prezzo pagato da Pinault.
Da lontano Tom Ford si spende in commenti generosi sui tre eredi: 'Ho grande fiducia e rispetto di questo team'. Ma 'penso anche però che un marchio deve avere un unico e ben focalizzato punto di vista'.
Ora il mondo della moda si attende il duello sul palcoscenico di Milano o Parigi. Ma sulla sua scommessa come attore e regista a Hollywood, pochi ci credono. Grazie aDomenico De Sole sta già nascendo la nuova squadra: Brian Blake, il vicepresidente, Robert Singer il Direttore Finanziario. Tutti insieme per un mezzogiorno di fuoco in passerella.
Estratto da Finanza e Mercati del 12/03/04 a cura di Pambianconews


