Nike, azienda leader nell'abbigliamento sportivo, ha dichiarato nel secondo trimestre fiscale un rialzo degli utili del 18% sulla scia dell'incremento delle vendite negli Stati Uniti per la prima volta negli ultimi cinque trimestri. L'utile netto è salito a 179,1 milioni di dollari, o 66 cents per azione, contro i 152 milioni, o 57 cents per azione, dello stesso periodo dell'anno precedente. Un risultato superiore alle stime degli analisti che si attendevano utili pari a 61 cents per azione.
Le vendite sono cresciute del 13% a 2,84 miliardi, ma la metà del guadagno deriva dal dollaro debole. Il ribasso della moneta americana ha infatti inciso sull'incremento delle vendite in Europa per il 9% e per il 18% nei paesi asiatici. Escludendo i benefici legati al cambio della valuta, le vendite avrebbero registrato un calo del 6% in Europa e un rialzo del 13% in Asia. Negli Usa, il maggior mercato della Nike, le vendite sono cresciute del 5%. Gli ordinativi sono infatti aumentati dell'1% in seguito alla fine delle ostilità con Foot Locker, il maggior cliente di Nike che è anche leader negli Usa della distribuzione di scarpette sportive.
Estratto da Dow Jones Business News del 19/12/03 a cura di Pambianconews


