A nulla sono valsi gli impegni programmatici e le promesse fatte in occasione degli ultimi convegni, organizzati per delineare il futuro delle imprese impegnate nel settore moda; dalla Finanziaria 2004 sono stati tagliati quasi 90 milioni di euro destinati alla promozione del made in Italy. In un primo momento il Governo aveva destinato 400 milioni di euro al commercio estero diventati successivamente 310. I 90 milioni in meno corrispondono praticamente al 50% delle risorse destinate alla promozione del made in Italy. Duro lo sfogo del Viceministro alle attività produttive con delega al commercio estero, Adolfo Urso, che nei mesi scorsi aveva pianificato una serie di progetti mirati alla promozione del settore moda. In particolare mancano i 20 milioni di euro destinati per l'esposizione permanente del made in Italy a Roma: 17 milioni sono stati deviati su altri canali e i tre rimasti sono insufficienti a realizzare il progetto.
Sul piede di guerra le associazioni degli industriali, Vittorio Giulini, Presidente di Sistema Moda Italia definisce un grave errore il taglio previsto dalla finanziaria, che avviene in un momento non certo brillante per le imprese italiane coinvolte nel settore moda. Ancora più dura la presa di posizione di Mario Boselli, Presidente della Camera nazionale della moda italiana: #'Che dire di un gruppo di persone che non solo non mantiene le promesse fatte in campagna elettorale, vedi l'abolizione dell'Irap, ma che per logiche lobbiste fa cadere una proposta intelligente lanciata da una persona davvero perbene come il Viceministro Urso? Tutto il male possibile''.
Estratto da webmoda.net del 18/12/03 a cura di Pambianconews


