Il design può essere l'antidoto contro il declino industriale italiano in generale, e quello dell'arredo in particolare. Può essere il volano del rilancio industriale del made in Italy. Ma a condizione che si ricrei un dialogo tra imprenditori, designer, ricercatori, distributori e politici. Deve essere fatto quello che finora non è mai stato fatto: politiche industriali di sostegno alla ricerca e alla formazione. Da anni si batte su questi argomenti l'architetto Riccardo Sarfatti, amministratore delegato di Luceplan, noto marchio nel design dell'illuminazione. E' sempre stato in prima linea nel sostenere le ragioni della piccola e media impresa, quale è la stessa Luceplan, nel dibattito politico e industriale italiano anche nell'ambito delle diverse cariche istituzionali che ha ricoperto all'interno delle associazioni industriali dell'arredamento.
Qual è lo stato di salute del design italiano?
«Premesso che il design, insieme alla moda, ha influito fortemente sia a livello economico che sull'immagine moderna del paese all'estero, in questo momento si trova in una situazione difficile. Ma credo nella sua ripresa».
In che modo?
«Bisogna che parta un processo di riconoscimento politico del ruolo del design nelle strategie di sviluppo del paese. Deve essere fatto quello che non è mai stato fatto: politiche industriali di sostegno investendo non tanto su strutture di produzione, ma sulla creatività e sui cervelli, mettendo in piedi strutture pubbliche di studio, a disposizione di tutti, che sappiano fare ricerca. Insomma politica e design devono riconoscere i ruoli reciproci rispetto all'esigenza di modernizzare il Paese, migliorando la qualità della vita, sia materiale che culturale, per tutti».
Se si creeranno queste basi il design può diventare uno strumento per rilanciare l'industria del paese. In quale altro modo si può dare ossigeno al design italiano?
«Per esempio declinandolo in tante nuove aree. Se fino ad oggi è rimasto legato ai beni di con consumo durevoli e semi durevoli adesso incomincia a essere applicato ai servizi e alle infrastrutture. Il che è importante se si pensa che non sono lontani i tempi i cui i paesi in via di sviluppo saranno in grado di fare design di prodotto. Tra l'altro ci sarà la corsa dei designer in Cina perché lì, viste le grosse produzioni che fanno, avranno royalties molto più sostanziose».
Estratto da Affari & Finanza del 3/11/03 a cura di Pambianconews


