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Russia, l'import di calzature frenato da alti dazi e illegalità

Di pbadm
04 Set 2003

Il mercato russo delle calzature è in crescita, ma viene frenato da dazi all'importazione troppo elevati. E quanto afferma uno studio pubblicato nell'ultimo numero del Bollettino Csi, curato da Banca Intesa in collaborazione con Promos, l'azienda speciale per l'internazionalizzazione della Camera di commercio di Milano.
Tra tariffa doganale, pagamento supplementare per ogni paio di scarpe e imposta sul valore aggiunto, oggi gli oneri doganali sulle calzature esportate in Russia possono arrivare fino al 62% del costo per i prodotti di fascia bassa, e fino al 43% per quelli di gamma superiore. Logico che dazi così elevati spingano gli importatori ad aggirare il passaggio regolare in dogana per ricorrere a schemi #'grigi'' di importazione.

Del resto, sono le cifre a mettere in evidenza le distorsioni del sistema. Nel 1996, per esempio, le dogane russe avevano registrato 130 milioni di paia di calzature in entrata. In seguito all'aumento dei dazi approvato nel 1997, il numero di scarpe importate ufficialmente è crollato a 34,5 milioni. E siccome è impensabile che una simile differenza (quasi 100 milioni di paia) sia tono stata coperta dalla produzione russa, si è portati a concludere che gran parte del flusso d'importazione sia avvenuto illegalmente, dietro il pagamento di tangenti a società specializzate in tali operazioni, o tramite il sistema dei viaggi-navetta molto in voga in Italia (importazione di merce in Russia sotto le sembianze di acquisti personali).

Invece di incrementare le entrate delle dogane russe, insomma, questa politica degli alti dazi le ha fatte diminuire, mentre ha arricchito chi ha scelto la strada del business illecito. Un problema questo che ha coinvolto altri settori e che ha spinto il Governo russo ad abbassare le tariffe all'import, senza però riuscire a frenare la dilagante corruzione che caratterizza il sistema doganale russo, fonte di grandi disagi per i trasportatori stranieri.
Per arginare questo fenomeno, l'Unione nazionale dei calzaturieri russi ha proposto di diminuire il dazio doganale dall'odierno 15% al 10% (con un minimo di 1,8 euro per paio di scarpe). Nonostante i problemi, la produzione russa di calzature è in buona crescita (41 milioni di paia nel 2002) e anche le importazioni registrate dalle dogane russe sono in aumento. Ma in questo caso, la cifra reale è molto superiore.
Vedi tabella che segue

Estratto da Il Sole 24 Ore del 4/09/03 a cura di Pambianconews

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