Ppr conclude la prima metà dell'anno con numeri in calo e il mercato azionario penalizza il titolo. Comunque soddisfatto per la crescita delle attività retail Serge Weinberg, presidente del management board del colosso francese che, parlando del periodo sfavorevole per il settore lusso, precisa: ''Gli investimenti di Gucci e la qualità dei marchi di proprietà creano le premesse per beneficiare al meglio di una eventuale ripresa''.
Nelle cifre pubblicate oggi da Pinault-Printemps-Redoute il turnover globale mostra una flessione del 7,8% a 12.274 milioni di euro. La performance riflette sia il cambiamento strutturale del gruppo, che ha deciso di focalizzarsi sui settori retail e lusso (indicato in bilancio come Nouveau Ppr), sia l'impatto negativo del rafforzamento dell'euro. La semestrale pro forma (cioè a periodi resi comparabili per un confronto più attendibile) indica invece una variazione positiva dell'1,9%. Il margine lordo è sceso a 4.649 milioni di euro, segnando un -10,8% rispetto al primo semestre 2001 (+2% da pro forma). Il risultato operativo si è ridotto invece a 581 milioni di euro, in calo del 30,4% (+9,2% da pro forma). L'utile netto è più che dimezzato a 118 milioni di euro dai precedenti 283 milioni.
Il mercato azionario sta reagendo negativamente ai segni meno del bilancio semestrale: poco dopo le 13 il titolo segna un -3,24% alla Borsa di Parigi e passa di mano a 80,95 euro per azione.
Estratto da Fashionmagazine.it del 4/09/03 a cura di Pambianconews


