Si preannuncia all'insegna del sogno di paesi lontani il prossimo appuntamento parigino con l'alta moda, ma alle musiche esotiche si mescolano lugubri segnali negativi per l'industria del lusso. L'alta moda è in crisi. Saranno gli effetti della Sars, quelli della guerra in Iraq, il dopo 11 settembre, la congiuntura internazionale. Fatto sta che i risultati del primo trimestre dei grandi del lusso sono in caduta libera.
In tempesta Gucci, che nel primo trimestre 2003 ha registrato un calo del 6,7% del fatturato e un beneficio netto in ribasso del '96%. Il numero uno del lusso, LVMH (Givenchy e Lacroix per l'alta moda) perde il 5%, il gruppo Christian Dior il 4,58%. Versace ha annunciato in giugno risultati negativi per il 2002: 5,8 milioni di euro contro un beneficio di 7,3 nel 2001.
Da Marzotto (Valentino) il mese d'aprile è stato molto difficile, ma ci sono segni di ripresa. Altri grandi firme attraversano momenti critici: Balmain ha sospeso l'alta moda, ritornerà in gennaio, Rose Torrente Mett ha venduto al gruppo Chammas la Maison creata nel 1968, che ha affidato la creazione a Christophe Hosse.
Estratto da Ansa.it del 4/07/03 a cura di Pambianconews


