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Finisce l’epoca d’oro delle licenze: oggi è meglio produrre direttamente

Di pbadm
30 Set 2002

Una ricerca di Pambianco Strategie di Impresa conferma che realtà come quelle di Versace, Armani, Dolce & Gabbana e via dicendo hanno seguito una politica di acquisire proprie strutture industriali per produrre e distribuire direttamente le proprie collezioni. Al contrario dei marchi industriali come Max Mara, Mariella Burani, Alberta Ferretti che non sono mai stati nel mercato delle licenze perché sono nate e cresciute producendo e distribuendo i loro stessi marchi. Sempre da Pambianco rilevano che i marchi di stilisti ancora disponibili su licenza sono quelli di media notorietà e dimensioni che non hanno la massa critica sufficiente per produrre e distribuire direttamente come Gai Mattiolo, Luciano Soprani, Rocco Barocco, Alessandro Dell’Acqua, Fiorucci.

Fa eccezione Roberto Cavalli che, pur essendo un marchio di primo piano, è gestito in licenza. Sono invece più numerosi i marchi stranieri. Tra i più conosciuti e gestiti in licenza si possono citare Calvin Klein, Donna Karan, Paul Smith, Neil Barrett. Comunque anche gli stilisti stranieri incominciano a fare una politica di gestione diretta delle loro collezioni. Un esempio per tutti è quello di Ralph Lauren.

A livello internazionale i produttori su licenza ad oggi sono 96, di cui 66 italiani, 37 statunitensi e 27 francesi. L’Italia è il paese produttore per eccellenza con una quota del 77% del mercato. Dei 145 marchi prodotti su licenza ben 111 sono prodotti in Italia. La morale della favola è che comunque i licenziatari di anno in anno vedono dimagrire il loro portafoglio licenze.

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