Armani Jeans scommette sulle fibre naturali, mentre la moda italiana nel mondo vive una fase non del tutto brillante: il mercato europeo appare più vivace, gli Stati Uniti sembrano ancora incerti. Parola di Giorgio Armani. Lo stilista ha partecipato ieri a Bologna a un incontro promosso dal consorzio Canapaitalia, nel corso del quale la Regione Emilia Romagna ha consegnato ad Armani un premio «per lo spirito imprenditoriale e il contributo dato alla riscoperta di una fibra naturale di grande importanza».
Nei primi mesi del 2002 «l’Europa risponde abbastanza bene al made in ltaly, ha detto Armani ma in America c’è ancora molto da discutere e da vedere. Nonostante si parli di ripresa, in realtà quello che conta sono i risultati, i negozi che vendono, i ristoranti che funzionano ed è ancora presto per recuperare lo smalto e il glamour di
qualche anno fa».
Le sfide che si hanno davanti si vincono con lo stile di sempre, ma anche con la ricerca incessante di qualità e di tessuti, fra questi, per Armani, un nuovo ruolo nel futuro potrà averlo la canapa. Ai tessuti in canapa guarda in particolare Simint, azienda produttrice di Armani Jeans, marchio che rappresenta circa il 10% del fatturato globale del gruppo (1.270 milioni di euro il consolidato 2001).


