Una gigantesca, abbagliante conchiglia d’acciaio e vetro immersa nel deserto è la costruzione con cui il Kuwait si appresta a meravigliare gli inquieti vicini e l’Occidente. E’ una specie di monumento allo shopping, una vera cattedrale nel deserto in onore del lusso e indirettamente del Made in Italy.
L’ha voluta Mai ed Al-Sabah, 33 anni, ambizioso-facoltoso nipote dell’emiro-sceicco e sarà inaugurata domenica prossima con la cornice economico-mondana adatta a una creatura costata quasi 50 milioni di dollari circa 57 milioni di euro.
A parte Yves Saint Laurent, sono italiane (Prada, Gucci, Fendi, Etro, Salvatore Ferragamo e Bottega Veneta), le etichette che dominano i settemila metri quadrati del complesso, ma italiani saranno gli spazi dedicati al design, a cominciare da Pierfrancesco Cravel, il giovane emergente architetto, già direttore artistico e creativo per la sede di Trussardi, che ha firmato il progetto kuwaitiano con la collaborazione per alcuni interni dei londinesi Nick Eldridge e Piers Smerin.
«Questo super-emporio, spiega l’architetto Cravel, è un po’ l’incontro di due megalomanie positive: da una parte il mondo della moda, dall’altra un signore che crede fermamente nell’apertura all’occidente e soprattutto negli affari. Quindi un grande investimento anche d’immagine». Dal punto di vista stilistico, Cravel ha coniugato materiali iper moderni con forme della tradizione islamica in un mix di tecnologia «che sa però evocare emozioni».


