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Sasch con gli occhi a mandorla

Di pbadm
15 Mar 2002

Andare a produrre vicino a dove si vende. Fedele a questa filosofia d’impresa, che sta portando sempre più in alto la Sasch, Roberto Cenni ha concluso un accordo con la società di «trading» ltochu, colosso giapponese che figura tra le prime società del mondo per fatturato (circa 200 miliardi di dollari, il 20% dei quali nel settore tessile – abbigliamento). Il contratto prevede l’apertura di cento negozi monomarca Sasch entro il 2006, distribuiti in diverse zone del Giappone, per un giro d’affari complessivo stimato in circa 200 miliardi di vecchie lire.

Inoltre la Sasch confeziona in Cina il 25% della produzione ma per poterla esportare altrove la merce deve tornare in Italia e quindi ripartire, pagando due volte alle barriere doganali. Ecco perché stanno per aprire in Cina un centro di produzione e distribuzione. «Il centro di produzione in Cina ci consentirà invece di saltare un passaggio e di rifornire i negozi in Giappone molto più in fretta, risparmiando sui costi doganali e sui tempi. Per chi fa moda il tempo – conclude Cenni – è prezioso quanto il prodotto».

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