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Abbigliamento femminile, si attende la ripresa autunnale. 2001 positivo, ma con secondo semestre in frenata

Di pbadm
01 Mar 2002

La moda italiana punta sull’autunno 2002 per il rilancio, dopo avere già archiviato una flessione degli ordini per la primavera-estate. Lo ha dichiarato oggi, all’inaugurazione di Momi-Modamilano, Vittorio Giulini , presidente di Sistema Moda Italia, l’associazione di rappresentanza degli industriali della moda e del tessile-abbigliamento. "La ripresa – ha detto – avverrà nel segno dei nuovi valori legati alla moda. Non più il lusso, l’effimero, l’ostentazione e l’estetismo esasperato, bensì una qualità fatta di contenuti reali, l’impegno culturale, sociale e ambientale delle case produttrici, e naturalmente la creatività, l’originalità e la professionalità del made in Italy". Pertanto "la moda deve pensare a nuove forme di comunicazione. Dopo l’11 settembre la società è cambiata, e anche la moda non è più quella di prima ".

Il prét-a-porter femminile rappresenta la fetta più grossa della produzione italiana di moda. Nel 2001, secondo le stime di Smi, ha messo a segno un fatturato di 11,81 miliardi di euro (+2,9% rispetto al 2000). Questo grazie alla eccellente performance dei primi nove mesi dell’anno, superiore alle aspettative, che ha ridotto l’impatto della brusca frenata seguita all’11 settembre.

Abbigliamento esterno femminile – L’industria italiana dell’abbigliamento esterno femminile, dopo aver archiviato il 2000 con risultati molto positivi, è stimata aver chiuso il 2001 ancora in crescita, anche se con ritmi più contenuti, a causa del rallentamento delle vendite del secondo semestre sia sul mercato interno, sia all’estero. Il 2001 si è infatti caratterizzato per un profilo a "V" rovesciata: ancora molto dinamico nella prima parte dell’anno, in decelerazione nella seconda.

L’andamento si è riflesso nel ritmo di sviluppo del fatturato settoriale, passato dal +7,2% del 2000 al + 2,9% del 2001, con vendite superiori agli 11,8 miliardi di euro – un quarto del fatturato complessivo del tessile-abbigliamento italiano – e un attivo commerciale superiore ai 4,3 miliardi di euro.

Sul mercato interno i consumi di abbigliamento esterno femminile si stima abbiano chiuso la stagione autunno/inverno 2001-02 con lievi incrementi di prezzo (2,1%), ma con volumi stazionari. La crescita complessiva della spesa è quindi stimata inferiore al 2%, risultato comunque positivo in quanto ottenuto dopo una stagione, quella 2000-01, che aveva registrato la performance più brillante degli ultimi anni.

Abbigliamento intimo e costumi da bagno femminili – Le stime dicono che questo settore ha chiuso il 2001 con un fatturato di 1.357 milioni di euro, confermando i livelli di vendita del 2000. Le vendite estere (oltre il 46% del totale), dopo il balzo del 23% del 2000 hanno messo a segno una crescita dell’11,4% che ha compensato la flessione dei consumi sul mercato domestico, seguita a quattro anni di crescita ininterrotta.

Per informazioni: Mario Furlan – ufficio stampa Cell. 347 72 52 443

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