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Tutte le griffe nelle mani dei gruppi

Di pbadm
14 Gen 2002

Negli ultimi dieci anni la “haute couture” francese ha perso più della metà dei suoi protagonisti. I grandi nomi dell'alta moda sono passati da 24 nel 1987 agli 11 di oggi. L'ultimo ad essere accettato nell'esclusivo drappello dei creatori di moda di alto livello è stato Jean Paul Gaultier nell'autunno del 2001.

Le undici case che continuano a credere nella moda lussuosa su misura sono: Balmain, Chanel, Christian Dior, Christian Lacroix, Emanuel Ungaro, Féraud, Givenchy, Hanae Mori, Scherrer, Torrente e Gaultier. Con l'uscita di Yves Saint Laurent, che ha ricordato alla sua conferenza stampa di addio al mondo dell'alta moda che François Pinault gli ha promesso che la haute couture Ysl sparirà con l'uscita del suo creatore, la Francia perde un altro simbolo nel campo dell'abbigliamento fatto a mano e su misura.

Dior, Givenchy e Christian Lacroix appartengono a Bernard Arnault, fondatore dell'impero del lusso Lvmh, che a sua volta è proprietario di molti marchi di prétàporter di alta gamma come Louis Vuitton, Pucci, Fendi, Céline e Kenzo.
Il gruppo Hermès ha in portafoglio il 35 per cento di Jean Paul Gaultier mentre il gruppo italiano Ferragamo è azionista di maggioranza della maison Ungaro. Chanel appartiene ancora alla famiglia Wertheimer, socia d'affari della Grande Mademoiselle fin dal 1924.

Anche Yves Saint Laurent Haute Couture era ormai di proprietà dal 1999 di Artémis, holding personale di François Pinault, proprietario del gruppo PinaultPrintempsRedoute (Ppr).

sintesi dell'articolo di Delfina Rattazzi a cura di Pambianconews

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