Nike ha chiuso il secondo trimestre con risultati in calo, ma in miglioramento rispetto alle aspettative degli analisti. Nel quarter conclusosi lo scorso 30 novembre, il colosso di Beaverton ha registrato ricavi per 12,4 miliardi di dollari (circa 12 miliardi di euro), in calo dell’8% rispetto all’anno precedente a cambi correnti (9% a cambi costanti). L’utile netto è stato di 1,1 milairdi di dollari rispetto ai 1,5 di un anno fa. L’utile per azione diluito (Eps) ha raggiunto i 0,78 dollari. Gli analisti prevedevano 968 milioni di dollari di profitti trimestrali e 12,12 miliardi di fatturato. Questo risultato, accompagnato da segnali di riposizionamento strategico e un forte focus sullo sport, ha contribuito a rafforzare il sentiment positivo tra gli investitori.
Nel dettaglio, i ricavi di Nike Direct hanno totalizzato 5 miliardi di dollari, registrando una flessione del 13% a cambi correnti (del 14% a cambi costanti). Questo calo è stato attribuito principalmente alla contrazione del 21% nelle vendite digitali del marchio Nike e al 2% di diminuzione nei negozi di proprietà. I ricavi all’ingrosso, invece, hanno raggiunto 6,9 miliardi di dollari, con una riduzione più contenuta del 3% a cambi correnti (4% a cambi costanti).
Il margine lordo è sceso di 100 punti base, attestandosi al 43,6%, a causa di sconti più elevati e cambiamenti nel mix dei canali di vendita. Questi fattori sono stati parzialmente compensati da costi inferiori per i materiali e una riduzione delle spese logistiche.
Il marchio Converse ha contribuito con 429 milioni di dollari ai ricavi complessivi, segnando un calo del 17% a cambi correnti (18% a cambi costanti). Questo risultato è stato influenzato da contrazioni generalizzate in tutte le regioni operative.
Sul fronte delle spese, i costi di vendita e amministrativi sono diminuiti del 3%, totalizzando 4 miliardi di dollari. Le spese per il marketing sportivo, tuttavia, sono aumentate dell’1%, mentre i costi operativi generali sono scesi del 5%, riflettendo un’efficienza migliorata nei processi aziendali.
Nonostante le sfide macroeconomiche e settoriali, Nike ha mantenuto una solida posizione finanziaria, con liquidità e investimenti a breve termine pari a 9,8 miliardi di dollari. Durante il trimestre, l’azienda ha restituito circa 1,6 miliardi di dollari agli azionisti attraverso dividendi e riacquisti di azioni proprie.
“Dopo 60 giorni entusiasmanti dal mio ritorno in Nike, la nostra priorità chiara è riportare lo sport al centro di tutto ciò che facciamo”, ha commentato in una nota Elliott Hill, presidente e CEO di Nike. “Stiamo impegnandoci per riposizionare il nostro business, così da tornare a generare valore a lungo termine per gli azionisti. Il nostro team è pronto, e sono fiducioso che vedrete più momenti in cui Nike sarà di nuovo Nike”.



