‘Innovazione, Sostenibilità e Relazione’: triade essenziale per l’imprenditorialità contemporanea che trova la propria sintesi nel modello di business di RX Italy, branch italiana del Gruppo RX, leader mondiale nel comparto fieristico multisettoriale.
Con tre diversi eventi fieristici all’attivo, RX Italy conferma la propria leadership nel settore in un rapporto di fiducia tra organizzatori, associazioni, espositori e visitatori che, sebbene consolidato da una lunga tradizione, si rinnova ad ogni evento.
Il prossimo appuntamento è previsto per marzo 2026 con la nuova edizione di Mostra Convegno Expocomfort (MCE), evento di primaria importanza per il comparto HVAC+R, (Heating, Ventilation, Air Conditioning & Refrigeration), dove sono attese le innovazioni che guideranno il comparto per i prossimi anni.
Sostenibilità ed efficienza energetica
Massimiliano Pierini, Managing Director di RX Italy i cui eventi sono certificati come sostenibili ai sensi della ISO 20121, sottolinea come l’efficienza energetica degli edifici sia contemporaneamente uno dei punti cardine degli obiettivi che la Comunità Europea impone alle amministrazioni nazionali e di due degli eventi organizzati in Italia. Non sorprende, dunque, che eventi fieristici che abbiano al cuore del loro programma la sostenibilità e l’efficientamento energetico siano catalizzatori di un’attenzione crescente da parte degli operatori di settore. “Il mercato in questo momento è in una fase che potremmo definire di transizione 5.0 perché si sta passando dal dominio del gas ad un tentativo di spostare il focus verso la parte elettrica “, continua Pierini. “C’è stato un cambio di paradigma legato agli immobili che ha determinato il passaggio dal valutare l’appetibilità di un edificio prima che per l’aspetto estetico per quello della sostenibilità: prima si progettavano gli edifici, siano essi residenziali, terziari o industriali, guardando prima alla loro shape, oggi, invece, si parte dall’impianto, da ciò che rende l’edificio energeticamente efficiente. La forza delle nostre due fiere di settore è quella di riunire aziende che fanno della sostenibilità il loro driver di crescita principale”.
Infatti, in aggiunta a MCE, troviamo la neonata Heat Pump Technologies, HPT, una fiera verticale sulle pompe di calore, tecnologia fondamentale per il passaggio da una tecnologia impiantistica a gas, a quella legata all’elettricità. HPT ha anche una formula espositiva innovativa che prevede un dimensionamento ridotto dello stand, uguale per tutti gli espositori, dove la differenza è data dall’elemento contenutistico ed innovativo di ciascuna azienda, oltre ad un’offerta molto ricca dal punto di vista dei convegni e dei momenti formativi e informativi.
MCE e HPT esprimono l’eccellenza del Made In Italy nel settore della componentistica e della produzione di impianti, settore di primo piano anche in Germania, patria di altri eventi fieristici di livello grazie alla qualità dell’industria manifatturiera.

Fiere come primo strumento di marketing per le aziende
MCE, la fiera italiana più grande dedicata al settore sia in termini di spazi coinvolti – l’intero quartiere di Rho Fiera Milano – sia di aziende espositrici con oltre 1,800 presenze, ruota intorno a temi specifici: “I pillar della prossima edizione saranno innovazione, acqua e digitalizzazione. La necessità di rinnovamento delle fiere, però, non si esprime solo nei contenuti ma passa anche attraverso la rivisitazione degli spazi espositivi: il lavoro che abbiamo fatto con Lombardini 22 è stato proprio quello di rivedere il layout di una coppia di padiglioni, riprogettandolo con tecniche che mettessero al centro non tanto l’espositore bensì il visitatore, portandolo a vivere un’esperienza più gratificante e meno faticosa, garantendo una grande visibilità alle aziende espositrici”. La “User Experience” diventa quindi centrale in appuntamenti come questo e al fine di esaltarla è necessario coniugare i momenti di business con quelli di confronto.

Il ruolo rivestito dalle fiere di settore è, ancora oggi, di primaria importanza tanto da essere ritenuto il più profittevole tra gli investimenti di marketing per le piccole e medie imprese. Ciò che è mutato con il tempo è però l’approccio che spinge le aziende a partecipare ad un evento di questo genere: al fare incetta di contatti si preferisce poter interloquire con un numero inferiore ma mirato di soggetti che abbiano un effettivo potere decisionale e di spesa e che possano, in certi casi, aprire nuovi mercati magari in paesi emergenti.
Un approccio basato sulla qualità della relazione più che sulla quantità dei “grandi numeri”.
Proprio la relazione, infatti, sembra essere al centro del successo che il comparto fieristico continua a riscontrare nei propri numeri: “credo che le fiere siano uno strumento di politica industriale perché rappresentano un momento unico di confronto: nessun mercato ha la possibilità di rinchiudersi dentro quattro mura per quattro giorni e confrontarsi dal punto di vista commerciale e contenutistico. E non è solo il “fare business”, partecipando ad una fiera sono in grado di cogliere le strategie delle altre aziende, toccare con mano il prodotto e verificarne il grado di innovazione, facendo praticamente il giro del mondo”.
Siamo dunque di fronte ad un comparto fieristico in trasformazione, che si ispira alle nuove tecnologie senza trascurare il fattore umano, che carpisce i segreti di storie di successo internazionali con l’obiettivo di arricchire l’offerta italiana e che mette al centro della propria crescita il fattore sostenibilità. Una trasformazione che ci ricorda che solo partendo da lontano si può essere al passo con i tempi.



