“Coin? Troppe complicazioni”. Si è chiusa con queste parole di Stefano Beraldo, riportate da Il Corriere del Veneto, la questione Coin per Ovs, finora in lizza per il rilancio della catena veneta di department store da tempo in difficoltà.
Le indiscrezioni riguardanti un salvataggio di Coin da parte della Ovs di Beraldo si erano intensificate all’inizio dell’anno, nel pieno del piano di ristrutturazione aziendale del player in crisi. Se l’operazione fosse proseguita, Ovs si sarebbe trovata a tornare su un dossier su cui le trattative si erano già aperte circa due anni fa, quando l’interesse verso Coin si era fatto ufficiale per poi arrestarsi in fase di due diligence.
Si sarebbe trattato, a ben guardare, di un ‘ritorno di fiamma’ che risale anche a ben più lontano del tentativo fallito di due anni fa di entrare nel suo capitale: le due catene sono state fino al 2014 riunite sotto l’egida del Gruppo Coin. Quattro anni dopo, Coin era stata rilevata dal fondo inglese Bc Partners per circa 70 milioni, da una cordata di imprenditori tra cui lo stesso Beraldo.
L’operazione, aveva sottolineato la stampa locale, avrebbe segnato la continuazione di una strategia di acquisizioni di marchi e reti vendita, come già accaduto con Stefanel, e non era escluso potesse applicarsi a realtà come Benetton e soprattutto Conbipel, per la quale si è fatta ormai avanti una cordata capeggiata da Euroseta. Sulla questione, Beraldo ha espresso “qualche rammarico”, riconoscendo però la “ragionevolezza”, della trattativa, riporta ancora la testata locale.
Intanto, Beraldo ha confermato il suo interesse a voler sfruttare l’opzione per la maggioranza di Goldenpoint, a cui ha conferito la scorsa estate 3 milioni per ottenere il 3% delle quote, con la facoltà di acquisire il 51% entro il prossimo luglio.
Coin, intanto, è impegnata nel suo inter di composizione negoziata e ha confermato di “aver reperito impegni da parte di primari investitori finalizzati a consentire il rafforzamento patrimoniale e il rilancio del business”. Qualche settimana fa, infatti, aveva ricevuto offerte vincolanti per la sottoscrizione di un aumento di capitale per 21,2 milioni di euro da parte di Sagitta sgr e Mia srl e, in via residuale, dagli attuali azionisti di Coin, ovvero Red Navy srl, Joral Investment srl e Hi-Dec Edizioni srl, riportava una comunicazione del Mimit.
Il player ha richiesto al tribunale di Venezia la concessione di un termine di 60 giorni per finalizzare tali accordi di ristrutturazione e domandarne l’omologazione. Per tutta la durata di tale termine, la società proseguirà la gestione “in piena continuità rispetto al periodo di composizione negoziata, mantenendo la protezione del patrimonio e dell’attività di impresa come offerta dalle misure protettive e cautelari richieste”.



