L’inflazione corre e getta ombre sulle abitudini dei consumatori. A novembre, la fiducia dei consumatori statunitensi è scesa ai minimi da nove mesi tra le preoccupazioni per l’aumento del costo della vita e tutte le varie ripercussioni della pandemia, ma questo non ha cambiato le aspettative per una crescita economica più forte in questo trimestre.
Il sondaggio condotto da Conference Board ha mostrato che l’indice di fiducia dei consumatori è sceso da 111,6 di ottobre a 109,5 questo mese, il valore più basso da febbraio e contro le stime degli economisti intervistati da Reuters che avevano previsto che l’indice scendesse a 111,0. Va senz’altro sottolineato poi che il dato potrebbe oscillare ancor di più, in quanto l’indagine è stata condotta prima della scoperta di Omicron, la nuova variante del Covid-19. Le aspettative di inflazione dei consumatori nei prossimi 12 mesi sono salite al 7,6%, il valore più alto da giugno 2008. E come si evince dal sondaggio, l’aumento dell’inflazione sta iniziando a influenzare le decisioni di spesa dei consumatori.
Mentre gli economisti si aspettano che la fiducia dei consumatori diminuisca ulteriormente a causa di entrambe le varianti Delta e Omicron, hanno mantenuto le loro elevate previsioni di crescita per il trimestre in corso. “Attualmente prevediamo che la variante Omicron avrà solo un moderato impatto negativo sulla crescita – ha affermato Nancy Vanden Houten, capo economista finanziario statunitense presso l’Oxford Economics di New York -. Prevediamo ancora una crescita del Pil reale del 7,9% nel quarto trimestre e una crescita dei consumi reali del 6,5%”.



