Camicissima ha chiuso il 2019 registrando un fatturato netto consolidato di 52,766 milioni di euro, in crescita del 7,5% sull’anno precedente e con un ebitda percentuale pari al 13 per cento. Lo ha annunciato in una nota Fenicia Spa, cui fa capo l’etichetta. Tale andamento positivo e solidità finanziaria “consentono oggi all’azienda di guardare al futuro con fiducia nonostante i difficili mesi che hanno segnato a livello mondiale la prima parte dell’anno in corso”.
“Siamo molto contenti di aver superato il tetto dei 50 milioni di fatturato, un passaggio importante che ci fa rientrare nel novero delle medie aziende italiane del comparto”, ha dichiarato Fabio Candido, presidente di Fenicia. “Ovviamente ancor più importante è che la nostra azienda produca reddito consentendoci di continuare ad investire sulla crescita di questo marchio che oggi dà il suo contributo nel portare l’italian style nel mondo”.
Si cominciano a vedere alcuni segnali positivi di ripresa in mercati come in quello cinese, primo mercato estero del brand, che a giugno 2020 ha registrato una crescita like for like del +7% sullo stesso mese del 2019. Inoltre, anche l’e-commerce ha registrato un +120% dal 18 aprile ad oggi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Certo l’e-commerce genera ad oggi numeri piccoli, pari a circa il 4% del fatturato – continua Candido – ma sono convinto che quest’accelerazione nel nostro Paese è destinata a continuare anche al di là dell’emergenza sanitaria. C’è stato un forte cambio di passo in questo senso”.
Solo qualche settimana fa il brand aveva annunciato l’ingresso nel mercato austriaco con l’apertura di uno store strategico nel cuore di Vienna, preceduto dall’esordio di giugno in Kenya. Sono attese entro la fine dell’estate le aperture in Uzbekistan, Cipro e Marocco. Ad oggi l’export vale per Camicissima circa il 19% del fatturato e l’obiettivo è di arrivare ad un bilanciamento che porti tale percentuale a valere il 35% del giro d’affari del brand entro il 2023.



