L’emergenza sanitaria ha notevolmente aggravato la situazione economica di Diane von Furstenberg. Lo storico marchio americano fondato dall’ex presidente del Council of Fashion Designers of America ha allontanato il 75% dei circa 400 impiegati. Inoltre, Sandra Campos, CEO dal 2018, e la vice presidente alla produzione Holliday Hofstatter hanno lasciato il brand.
Dopo il lockdown britannico, il flagship londinese della griffe a Mayfair non ha riaperto e tutta la Dvf Studio Uk, sussidiaria inglese dell’azienda Usa, è in amministrazione controllata. La griffe, riporta Business of Fashion, si appresta a chiudere 18 dei suoi 19 negozi monomarca. Si salverà solo la boutique nel meatpacking newyorkese, all’interno del building di proprietà che include anche gli uffici aziendali. Il marchio, nato nel 1972, è ancora di proprietà della stilista affiancata nel board direzionale dal marito Barry Diller e dai figli Alex e Tatiana von Furstenberg.
La disastrosa situazione di Dvf rispecchia quella di altri marchi americani e, in particolare, l’incerto destino dei department store a stelle e strisce che hanno sempre rappresentato un canale distributivo essenziale per la label.
Sebbene recentemente la formula direct-to-consumer attraverso l’e-commerce avesse generato risultati promettenti, la griffe non era riuscita a sostenere le spese legate agli store fisici, passando da 32 a 19 negli ultimi due anni. Si vocifera che Nathan Jenden potrebbe tornare alla direzione creativa del marchio per la terza volta dopo aver lasciato la maison nel 2018.
Nel 2015, Dvf era arrivata a fatturare circa 500 milioni in euro. Si prevede che quest’anno non arriverà a 250; nel frattempo la fondatrice sarebbe alla ricerca di un acquirente o di un licenziatario.
Per ora nel mirino ci sarebbero il mercato cinese trainato dalle strategie di Gabby Hirata, a capo dell’aria Asia-Pacific, e quello europeo. È incerto il destino dello store online statunitense dopo la vendita della collezione P/E 2020, attualmente alcune proposte sono scontate fino all’80 per cento.



