Il Covid-19 manda nel caos anche il commercio dei diamanti. Infatti, anche se i grossi player come De Beers o Alrosa Pjsc a oggi mantengono inalterate le loro tariffe per non viziare il mercato e danneggiare il valore dei prodotti, alcuni piccoli produttori del settore sarebbero stati costretti a ridurre i prezzi dei diamanti fino al 25 per cento.
“Le gioiellerie – si legge su Highsnobiety – sono state chiuse per mesi a causa della pandemia, mentre gli artigiani del taglio e della lucidatura sono stati a loro volta confinati nelle loro case. Di conseguenza, mentre le scorte continuano ad accumularsi, resta da vedere come i fornitori proteggeranno il mercato e il valore del prodotto ora che le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria iniziano ad allentarsi”.
Costretta a cancellare gli eventi di marzo, De Beers è riuscita a organizzare una vendita di diamanti a maggio, ma, riporta Bloomberg, “i risultati non sono stati resi noti, diversamente da quanto accade abitualmente”. Secondo fonti vicine all’operazione, a maggio il colosso guidato da Bruce Cleaver avrebbe registrato vendite per 35 milioni di dollari, contro i 416 milioni di un anno fa.
Il prossimo test per il settore sarà alla fine di questo mese, con le prossime vendite di De Beers. “La società – aggiunge Bloomberg – sta facendo di tutto per attirare i clienti, anche consentendo la visualizzazione di diamanti al di fuori del Botswana”.
D’altro canto, conclude l’agenzia di stampa, ci sono alcuni segnali di recupero. I rivenditori cinesi sono di nuovo aperti e l’India ha permesso di riavviare la produzione nel principale centro di lucidatura di Surat, sebbene al 50% della capacità.



