Dopo un primo trimestre in calo del 25%, le vendite globali di beni di lusso dovrebbero diminuire del 50-60% tra aprile e giugno per chiudere il 2020 con una contrazione prevista tra il 20% e il 35% grazie a una parziale ripresa nella seconda metà dell’anno. Bisognerà attendere il 2022-23 per un ritorno ai livelli pre-crisi, ossia ai 281 miliardi di euro dello scorso anno. Nel 2025, ci si attende che il mercato raggiunga i 320-330 miliardi, con un tasso di crescita 2019-2025 del 2-3 per cento.
Sono queste le previsioni emerse ieri dal Monitor Altagamma sui mercati mondiali, realizzato da Bain & Company con Altagamma, e dell’Altagamma Consensus 2020, elaborato da Fondazione Altagamma con il contributo dei maggiori analisti. “La pandemia ha colpito da subito l’industria di alta gamma a livello mondiale e porterà a un calo di fatturato del 20% nel 2020. Il comparto però ripartirà e il trend di lungo periodo rimane positivo con una crescita del 2-3% da qui al 2025”, ha affermato Matteo Lunelli, presidente di Altagamma.
A seguito di un 2019 concluso con un ultimo trimestre positivo e un inizio 2020 molto promettente, l’industria dei beni personali di lusso è stata colpita duramente dalla crisi dovuta alla diffusione del virus Covid-19 e ai conseguenti lockdown nazionali e limitazioni del traffico aereo, portando segni negativi in tutte le categorie merceologiche e in tutti i mercati per l’anno in corso. L’hard luxury, cioè i gioielli (con -23%) e gli orologi (con -25%), e l’abbigliamento (con -21,5%) sono le categorie di prodotto che soffriranno maggiormente. Pelletteria e cosmesi, invece, decresceranno meno perché possono beneficiare maggiormente degli acquisti online (-17% per la pelletteria e -13% per la cosmesi) durante la fase di lockdown e degli acquisti in negozio in fase di riapertura.
Secondo l’Altagamma Consensus, quest’anno l’Europa (-29%) e le Americhe (-22% il Nord e -21% l’America Latina) registreranno la maggior decrescita dei consumi rispetto alla Cina e al resto dell’Asia (-5%, eccetto il Giappone con -13%), a causa della loro più lunga esposizione all’epidemia e all’assenza del turismo internazionale, soprattutto cinese. La profittabilità delle imprese del comparto nel 2020 subirà una riduzione del 30 per cento. “Un forte segnale positivo è la performance dei canali digitali retail +16% e wholesale +12 per cento. La trasformazione digitale delle aziende sarà certamente potenziata e la crisi porterà a nuovi stili di vita – più sostenibili, moderati e consapevoli – la cui interpretazione sarà determinante per il rilancio dell’ alto di gamma”, ha commentato Stefania Lazzaroni, direttore generale di Altagamma.



