I colossi mondiali del lusso Kering e Lvmh hanno deciso di non gravare sui conti dello Stato francese durante l’emergenza sanitaria, ma, secondo le ricostruzioni della stampa italiana, non hanno esitato ad attingere allo strumento della cassa integrazione e ad altri ammortizzatori sociali messi a disposizione per i lavoratori in Italia.
Da una parte Lvmh, che conta 163mila dipendenti in tutto il mondo e un fatturato pari a 53,7 miliardi di euro nel 2019 , e dall’altra Kering, con 38mila dipendenti nel mondo e un fatturato di 15,9 miliardi di euro nel 2019, che ha appena lanciato un bond da 1,2 miliardi di euro. “La priorità del gruppo rimane quella di proteggere l’occupazione ed è questo il motivo per cui, caso per caso, Paese per Paese, marchio per marchio, a seconda della situazione, si è deciso di ricorrere a modalità di ammortizzatori sociali”, aveva dichiarato lo scorso 21 aprile il CFO Jean Marc Duplaix in occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre.
Inoltre, anche Hermès e Chanel hanno deciso di rinunciare alla cassa integrazione francese e di pagare di tasca propria gli stipendi dei dipendenti.



