Mango ha archiviato l’esercizio del 2018 registrando un incremento delle vendite di 40 milioni di euro, che si attestano a 2,233 miliardi, in crescita dell’1,8% rispetto ai 2,194 miliardi dell’anno precedente. Il colosso spagnolo del fast fashion, grazie all’aumento dei ricavi e ad un minore impatto dei saldi e delle promozioni, ha accresciuto il proprio margine lordo di due punti e mezzo (arrivando al 58,5%) e ha registrato un ebitda di 135 milioni di euro, il 17% in più rispetto al 2017. Il risultato al netto delle imposte, tuttavia, non si sblocca dal rosso, registrando una perdita di 35 milioni di euro.
“Nel 2018, in un contesto complesso e in piena trasformazione del settore della moda – ha dichiarato in una nota il direttore generale di Mango, Toni Ruiz -, i clienti hanno apprezzato le nostre collezioni e siamo riusciti ad aumentare le vendite, fatto che non era accaduto negli anni precedenti. Grazie a ciò, abbiamo ottenuto un risultato di esercizio bilanciato e il nostro ebitda è cresciuto consentendoci di realizzare il nostro piano strategico e continuare nel contempo a ridurre il debito e le spese finanziarie”.
Il fatturato del brand iberico, che è presente in 110 Paesi e vende online in 80, è trainato per il 77% dalle vendite internazionali, mentre il restante 23% è rappresentato dal mercato spagnolo, che rimane il più performante. Le linee Man, Kids e Violeta hanno interessato il 18% delle vendite.
Positiva la performance del canale online, che ha registrato vendite in aumento del 31%, fino a raggiungere 445 milioni di euro (pari al 20% del fatturato complessivo). Un traguardo inizialmente previsto per la fine del 2020, raggiunto invece in minor tempo, che ha spinto l’azienda a fissare come prossimi obiettivi il 25% per il 2019 e il 30% per il 2020.
“La nostra mission – ha proseguito Ruiz – è accelerare la trasformazione digitale di Mango e per questo motivo nel corso degli ultimi anni abbiamo investito oltre 75 milioni di euro in progetti di trasformazione digitale dell’azienda”.



