Sartoria Latorre chiude il 2018 con un fatturato di circa 13,2 milioni di euro (+15%) e apre il 2019 in scia, soprattutto grazie all’estero. “Abbiamo un trend positivo che ancora può darci tanto”, ha spiegato a Pambianconews Alberto Latorre, brand manager e figlio del fondatore Michele. “Abbiamo fatto una prima stima e per il primo semestre abbiamo registrato un andamento in crescita 7-8% e se vanno in porto alcuni sviluppi, soprattutto all’estero, pensiamo che potremmo chiudere l’anno confermando un 10-15% di crescita”.
L’estero incide per il 45/50% sul giro d’affari del brand e, tra i Paesi di riferimento, ci sono Giappone, Russia (intesa ex Unione), Belgio, Olanda, e in generale tutta l’Europa. Al momento, poi, “ci stiamo affacciando anche negli Stati Uniti e stiamo facendo un buon lavoro in Corea”. Il brand, in generale, è distribuito tramite una rete di 400 clienti al wholesale al mondo, circa 100 in Italia. Al momento non ha alcun monomarca, “ma non è da escludere perché potrebbe essere una necessità, soprattutto in certi mercati”, ha specificato Latorre. Per quanto riguarda l’online, invece, il brand è presente su diverse piattaforme, ma esclude l’e-commerce in house, in quanto “vogliamo proteggere i nostri clienti”.
In questo ultimo anno, inoltre, Sartoria Latorre ha introdotto una nuova area produttiva, con una nuovo sala taglio e di progettazione, di circa 1500 mq presso la sede in provincia di Bari, così come ha cambiato il proprio stand al Pitti, il quale è ora meglio posizionato e più grande. Questo venerdì, infine, il brand inaugura il nuovo showroom in via Manzoni 23.



