La febbre della quotazione contagia i player dell’online provenienti dai mercati emergenti. L’ultimo, in ordine temporale, è Global Fashion Group (Gfg), il gruppo attivo nella vendita online di prodotti fashion nelle aree quali l’Asia Pacific, l’America Latina e nella Comunità degli Stati Indipendenti (Russia e Paesi vicini). Come comunicato dal gruppo, che ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un net merchandise value di 341 milioni di euro (+22%) e ricavi per 261 milioni di euro (+15,1%), l’intenzione è quella di effettuare un’offerta pubblica iniziale alla Borsa di Francoforte. Tramite questa operazione, Gfg si aspetta di raccogliere circa 300 milioni di euro con cui intende continuare i propri investimenti in tecnologia, infrastrutture e nell’acquisizione di nuovi clienti.
L’Ipo di Global Fashion Group arriva dopo una serie di quotazioni di retailer emergenti. Tra queste, Jumia, definito l’Alibaba o l’Amazon africano, che ha fatto il proprio debutto, lo scorso aprile, alla Borsa di New York. Un altro caso è quello di Ruhnn Holding, la piattaforma cinese che si occupa di mettere in contatto i consumatori e i brand attraverso i “key opinion leaders”, anche lei quotata al Nasdaq da pochi mesi.
Nuovi mercati, dunque, ma anche nuovi segmenti su cui l’e-commerce ha spazio di conquista. Come nel caso della società leader nel seconda mano, The RealReal, che ha confermato le speculazioni degli ultimi mesi depositando nei giorni scorsi alla Sec i documenti per la quotazione sul Nasdaq di New York.
Una serie di operazioni arrivata in scia alla quotazione, avvenuta nella seconda metà del 2018, di Farfetch sulla Borsa della Grande Mela.



