Un 2018 di consolidamento e un 2019 che si apre all’insegna della crescita. Chiara Boni La Petite Robe si lascia alle spalle un esercizio fiscale stabile, chiuso con un fatturato di circa 23 milioni di euro, in linea con quanto registrato nel 2017, e guarda con ottimismo al +37% registrato dalle vendite nei primi tre mesi del 2019. “Il 2018 – ha raccontato a Pambianconews Maurizio Germanetti, AD di Chiara Boni La Petite Robe – è stato un anno di investimenti importanti e di consolidamento. Abbiamo inaugurato un nuovo stabilimento a Biella, ampliato il nostro organico e aperto il nuovo showroom di Milano, in via Fatebenefratelli. Le premesse del 2019 ci fanno stimare una chiusura d’anno in progressione del 20 per cento”.
Di recente, la griffe fondata dall’omonima stilista di Firenze ha introdotto proposte di maglieria, camicie e pantaloni, andando ad ampliare l’offerta di capi in jersey stretch, materiale che da sempre caratterizza il dna del brand. “I capi della linea Separates – ha continuato Germanetti -, proposte molto portabili come giacche, maglie e pantaloni, hanno registrato da subito un ottimo feedback tra i clienti italiani, ma anche in America, nostro mercato principale, con una fetta di incidenza sul fatturato del 70 per cento”. La distribuzione di Chiara Boni La Petite Robe oggi tocca Europa, Stati Uniti, Medio Oriente, Russia e parte dell’Asia. “Stiamo studiando l’approdo sul mercato cinese e presto rafforzeremo il network europeo con una nuova apertura – ha concluso l’AD -. Ad oggi è il wholesale il nostro canale di vendita di riferimento, ma puntiamo, nei prossimi cinque anni, a un maggiore bilanciamento con il retail”. In Italia i monomarca della griffe sono a Milano e Roma.
Infine, quanto allo sviluppo del prodotto, con la sfilata del prossimo settembre a New York, Chiara Boni La Petite Robe svelerà nuovi progetti legati al tema (già caro all’azienda) della sostenibilità.



