Nonostante il Capodanno sia tra gli eventi più celebrati in Cina, quest’anno pare che i festeggiamenti siano stati più contenuti nella terra del Dragone. Come si legge su diverse fonti stampa estere, le vendite in ambito retail e ristorazione durante i giorni di festeggiamenti per l’anno del Maiale sono cresciute dell’8,5% a quota 1.005 trilioni di yuan (circa 132 miliardi di euro). Un tasso di crescita inferiore rispetto al +10,2% del 2018 e il minimo registrato dal 2005. Un tasso che, come detto da Ding Shuang, Greater China chief economist della Standard Chartered Bank, “potrebbe non crescere più in doppia cifra”.
“Il consumo debole durante le festività del Capodanno cinese nel 2019 non promette nulla di buono per la crescita complessiva delle vendite al dettaglio – ha aggiunto l’economista di Nomura Lu Ting – e supporta le previsioni della crescita retail a +8,5% nel 2019, in rallentamento rispetto al +9% del 2018″.
Il rallentamento durante i festeggiamenti per il nuovo anno riflette infatti una generale inchiodata dell’economia cinese che, nel 2018, ha registrato il tasso di crescita più basso dal 1990 (+6,6%) e che, per l’anno in corso, dovrebbe scendere addirittura nella forchetta del +6-6,5 per cento.
Anche il tasso di crescita dei ricavi del turismo nel periodo di Capodanno è sceso, passando dal +12,1% del 2018 all’8,2 per cento. A fronte però del rallentamento del turismo (e del consumo) domestico, i cinesi, in base ai dati del China National Tourism Administration riportati da Coresight Research, hanno comunque intenzione di viaggiare all’estero nel corso del 2019. E l’Italia rappresenterebbe il decimo Paese mondiale per destinazione (dopo Thailandia, Giappone, Indonesia, Singapore, Vietnam, Malesia, Usa, Australia, Filippine), nonché il primo a livello europeo.



