Dopo il lancio online, Esquire Italia debutta nelle edicole. Fondato nel 1933 negli Stati Uniti, Esquire arriva in Italia con un bimestrale: ogni numero – si legge nella nota ufficiale – verrà concepito come un pezzo da collezione, un libro-magazine, “scandito da 332 pagine da leggere e da sfogliare”. Diretto da Giampietro Baudo e Timothy Small, il primo numero di Esquire Italia (in edicola da ieri) ha tre cover speciali dedicate ad Armie Hammer, Salvatore Esposito e Tom Hardy.
A scandire il primo numero di Esquire Italia sarà un percorso di storie e argomenti speciali, nati reinterpretando la tradizione di Esquire o creati ex novo. In primis What I‘ve learned, la rubrica di interviste in prima persona a figure chiamate a condividere i loro consigli di vita. E poi The Essentials, gli essenziali del guardaroba contemporaneo, figli del momento, ma destinati a entrare nel mito. In At his best vedremo un’unione di cultura e lifestyle in un’unica sezione, fatta di contrapposizioni tra cose teoricamente diverse ma unite, in qualche modo, da un fil rouge. Altre sezioni saranno Il futuro del gusto, The New Look e Cose da uomo.
Per il lancio di Esquire Italia, Hearst ha previsto una campagna di comunicazione sulle principali testate nazionali.
Esquire è stato il primo maschile dell’editoria moderna. Oggi vanta una presenza in 46 Paesi con 26 edizioni nel mondo (compresa quella italiana) e 21 siti web.




