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M&A nel lusso, +5-10% l’anno nel triennio

Di Paola Cassola
09 Lug 2018
Anche il Victoria & Albert celebra Dior con maxi-mostra

Nei prossimi tre anni è prevista una crescita di interesse per il settore della moda e del lusso da parte degli investitori di private equity, interesse che potrebbe portare a un incremento annuale del 5-10% di fusioni e acquisizioni. Il dato emerge da un’indagine realizzata da Deloitte, secondo cui le aree del lusso digitale e dei cosmetici e delle fragranze sono destinate a sovra-performare, mentre abbigliamento & accessori e orologi & gioielli continueranno a seguire un medio trend di crescita.

“Esiste una notevole quantità di incertezza, principalmente sospinta da un rallentamento della globalizzazione, un aumento del populismo nelle nazioni sviluppate e importanti instabilità geopolitiche che influenzano lo scenario globale”, riporta lo studio Deloitte, descrivendo l’ambiente instabile come una “grande sfida” per la moda. Nonostante questo, Deloitte ha rilevato che l’89% dei dirigenti di private equity e degli investitori intervistati prevede di acquisire almeno una società di moda o di lusso quest’anno. Il 73% afferma che l’abbigliamento e gli accessori sono ancora il settore più attraente per un accordo, mentre il 60% individua cosmetici e profumi e solo il 19% indica orologi e gioielli.

Solo il 16% degli intervistati ha indicato il lusso digitale come un buon settore per fusioni e acquisizioni, dimostrando che un settore promettente con molta crescita non sia necessariamente il posto più facile per concludere un accordo. “Le tendenze della virtualizzazione nel processo di acquisto dei consumatori stanno portando alla creazione di un nuovo gruppo di imprese che si concentra sul lusso digitale, principalmente nel settore dei cosmetici e dei profumi”, afferma Deloitte. “Il fascino dell’abbigliamento e degli accessori è diminuito, ma il settore rimane la scelta primaria per gli investitori, attratti da prestazioni ad alto margine”. Deloitte ha registrato 217 offerte di moda e di lusso lo scorso anno, di cui 77 nello spazio dedicato all’abbigliamento e agli accessori.

Il più grande ‘deal’ dell’anno è stato l’acquisizione da 13,7 miliardi di dollari di Christian Dior da parte della famiglia Arnault, che ha portato l’azienda sotto l’ombrello di Lvmh. Coach Inc. ha inoltre acquistato Kate Spade & Co per 2,4 miliardi di dollari, mentre Michael Kors Holdings Ltd. ha acquisito Jimmy Choo per 1,2 miliardi di dollari. Il più grande accordo nel settore della bellezza è stato l’acquisizione di Carver Korea da parte di Unilever per 2,4 miliardi di dollari.

Il sondaggio ha rilevato che gli acquirenti vedono l’acquisizione di un’impresa all’estero come la migliore opportunità di crescita. “L’internazionalizzazione è ora la principale leva strategica (per il 44% degli intervistati) adottata dalla moda e dagli investitori di lusso per accrescere il proprio valore patrimoniale”, afferma Deloitte.

Ma non tutte le opportunità sono all’estero. “Anche se la sua adozione si è indebolita rispetto all’anno precedente, gli investitori vedono ancora la strategia digitale (16%) come argomento rilevante per le aziende della moda e del lusso che cercano una crescita più rapida”, rileva Deloitte. Inoltre, “spesso i fondi acquisiscono società sotto-performanti che mirano a portare la crescita delle vendite e i margini fino alla performance media del settore”.

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