Yoox Net-a-Porter Group (Ynap) ha presentato oggi il proprio piano strategico al 2020, stimando una crescita annuale dei ricavi netti in un range del 17%-20% a tassi di cambio costanti e un incremento dell’ebitda adjusted in un range dell’11%-13% entro il 2020, dall’8% del 2015. La società guidata da Federico Marchetti punta, inoltre, a generare un flusso di cassa operativo positivo a partire dal 2018, mentre la percentuale di incidenza degli investimenti in conto capitale sui ricavi netti, che dovrebbe raggiungere un picco nel 2016 e nel 2017 a causa degli investimenti relativi al processo di integrazione, dovrebbe ridursi al 4-5% dei ricavi netti entro quattro anni. Il colosso del luxury e-commerce si propone inoltre di portare avanti l’espansione internazionale, accelerando la crescita nel Medio Oriente e in aree ad alto potenziale come l’Asia-Pacific e rafforzando la propria posizione in Europa e negli Stati Uniti.
A fare da traino allo sviluppo dei diversi canali di business (in-season, off-season e flagship stores online) saranno, si legge nella nota ufficiale, una forte crescita dalla base clienti ad alto valore, un aumento del coinvolgimento e della fidelizzazione trainato da soluzioni mobile personalizzate, l’aumento dell’offerta prodotto e l’espansione internazionale. “Abbiamo dei piani ambiziosi per crescere più rapidamente rispetto al mercato del lusso online, da leader attraverso il mobile. Sono sicuro che entro il 2020 potremo contare, non soltanto su cinque anni di forte crescita dei ricavi e della redditività, ma avremo anche posizionato Ynap all’avanguardia nell’innovazione da un punto di vista tecnologico anche per il decennio successivo”, ha dichiarato Federico Marchetti, chief executive officer di Yoox Net-a-Porter Group.
In merito alle conseguenze della Brexit, infine, il gruppo ritiene che l’impatto di un deprezzamento della sterlina rispetto all’euro sulla profittabilità sarà neutro per il 2016 e per gli anni seguenti, annunciando inoltre l’assunzione di nuovo personale e l’espansione dell’headquarter londinese, e confermando il suo impegno a mantenere la propria presenza nel Regno Unito.



