Dopo anni di crisi, anche il tessile italiano di medie dimensioni è tornato a imporsi sul mercato: per il 2006, la palma di marchio più in forma va attribuita ad Antichi Pellettieri di Cavriago (Reggio Emilia), società del gruppo Mariella Burani che nel corso dell'ultimo esercizio ha messo a segno una crescita del 69%: 257,5 milioni di ricavi contro i 153,6 del 2005.
«Il nostro segreto?», Giovanni Burani, presidente della società di famiglia che nel giugno scorso ha guidato lo sbarco di Ap a Piazza Affari, sorride: «Mercati emergenti e lusso accessibile: due termini chiave per la moda italiana del futuro».
I conti societari confermano le parole di Burani. Secondo il bilancio appena pubblicato, la crescita è stata spinta principalmente dal buon andamento delle vendite in Russia (dove sono stati aperti 9 punti vendita), Europa orientale (3), Asia (2) e Medio Oriente (1), mentre sul fronte del lusso accessibile fanno fede i risultati operativi di Coccinelle, la controllata leader del segmento per quanto riguarda la produzione di borse e accessori.
Secondo Burani, l'effetto del boom si rifletterà anche sul lungo periodo: «Gli investimenti effettuati negli ultimi 12 mesi sono stati di tipo strutturale: abbiamo agito su distribuzione, marketing e diffusione del marchio. Grazie a queste leve, e mantenendo intatta la qualità e l'identità dei nostri capi, abbiamo tutte le carte in regola per rimanere agganciati alla crescita del Pil dei mercati emergenti almeno per un altro triennio».
Estratto da Economy del 2/02/07 a cura di Pambianconews


