«Ci sostiene un mercato molto vivace e frizzante». Poche parole, pronunciate da Lamberto Tacoli, presidente del gruppo navalmeccanico Assindustria Ancona e del cantiere Cm-Gruppo Ferretti, fanno capire che la cantieristica, settore leader delle Marche, non accusa il minimo segno di difficoltà. Anzi, il trend dal 2001 a oggi è in rapida ascesa, come ha confermato il recente Salone nautico di Genova, con le aziende cresciute di un centinaio di unità (attualmente se ne contano 340), 2.420 dipendenti diretti (+28% rispetto al 2001) e 6.800 nell'indotto artigiano (+70% rispetto a cinque anni fa). E volano anche fatturato ed export, con il primo a quota 800 milioni (+60% rispetto al 2001 e previsto in ulteriore ascesa) e il secondo cresciuto del 15% nel quinquennio fino ad attestarsi al 90% dei ricavi. La cantieristica marchigiana rappresenta circa il 5% del settore a livello nazionale: due i poli principali, Ancona e la provincia di Pesaro-Urbino (con l'asse Fano-Marotta-Mondolfo),dove si concentrano realtà quali il Gruppo Ferretti, l'Isa (gruppo Rodriguez), la Fincantieri e altri nomi della nautica internazionale.
Proprio il Gruppo Ferretti è risultato 28° tra le 500 aziende europee a maggior crescita nella classifica «Business Week»: primo tra i gruppi italiani, controlla i marchi Riva, Ferretti Yachts, Pershing, Bertram, Itama, Apreamare, Mochi Craft, Custom Line e Cm. Controllato al 70% da Permira, il gruppo (dopo aver presentato domanda di riammissione al listino) potrebbe presto passare in mano al fondo britannico Candover, forte di un bilancio consolidato al 31 agosto 2006 con 770 milioni di euro di valor della produzione (+18% sul 2005), Mol di 118,4 milioni (+37,7% in un anno), utile netto di 25,3 milioni (+37,7%) e una riduzione da 497 a 407 milioni della posizione finanziaria netta.
Nella cantieristica marchigiana è strettissimo il rapporto con l'indotto artigianale, in particolare nei settori del mobiliero e del sistema-casa, ma anche di elettronica, tessile-moda e pelletteria. «Numeri e aziende importanti che vanno sostenuti con infrastrutture adeguate e logistica, osserva Tacoli, ma l'auspicio è che si concretizzi al più presto il progetto del distretto del mare varato dalla Regione Marche con il contributo delle aziende del settore».
Estratto da Il Sole 24 Ore del 6/11/06 a cura di Pambianconews


