Sono «gli italiani che hanno inventato il denim». Così, in sintesi, potrebbero essere ribattezzati i Biondi, la famiglia cui fa capo il marchio Roy Roger's: quello che tra gli anni Sessanta e Settanta scatenava entusiasmi tra i giovani di 30 Paesi e che gli italiani indossavano credendolo americano.
In realtà, dagli Usa proveniva solo il tessuto denim, che i Biondi acquistavano dalla Cone Mills Corporation. Tutto il resto era (ed è) toscano: soprattutto il fondatore, Francesco Bacci, che alla fine degli anni Quaranta aveva «rubato» il nome al sarto americano Roy Roger, divenuto famoso alla fine dell'800 per la sua capacità di girare le praterie e vendere tute da lavoro ai pionieri, per trasferirlo sui famosi pantaloni blu scuro con cerniera sulle tasche posteriori e marchio triangolare in bella vista.
Poi il mito si era arenato nelle anse del mercato in mutamento, prima che la figlia e il genero del fondatore, Fulvio Biondi, gli imprimessero nuovo vigore. La fucina della Roy Roger's è sempre tra Campi Bisenzio e Prato, con 40 dipendenti circa, più otto persone sguinzagliate per il mondo a carpire le correnti del gusto e a tradurle in collezioni che arrivano in tutta Europa.
Il marchio ha incrementato il fatturato del 25% nel 2005, arrivando a toccare la soglia dei 32 milioni di euro.
Estratto da Economy del 27/10/06 a cura di Pambianconews


