Il Centro moda, al fine di portare a compimento il riordino della Fortezza, è pronto a versare l'equivalente di quei tre milioni l'anno che da dieci anni è costretto a spendere in toppe momentanee. «Nel 2005 abbiamo speso 3 milioni e trecentomila euro solo per mettere a norma gli impianti elettrici o di climatizzazione dei padiglioni a ogni fiera. Basta buttare via denaro, meglio tradurlo in investimenti», dice il presidente Alfredo Canessa. Dopo l'assemblea dei soci che ieri lo ha riconfermato e ha approvato il bilancio 2005: 30 milioni di euro contro i 28 del 2004, un utile di 1.366.379 euro che, al netto dei costi e delle imposte (550 mila euro), diventa un utile netto di 126.242 euro e un situazione patrimoniale di oltre 7 milioni. «Cifre che dichiarano, fa notare Canessa, lo stato di buona salute del gruppo».
Propone Canessa: «Se Firenze Fiera avesse voglia di sedersi insieme a noi per elaborare una strategia di investimenti, potremmo dare anche un apporto economico e trasferire i costi in una trasformazione definitiva». E questo a prescindere, sottolinea il presidente, dall'altra annosa questione della partecipazione o meno di Pitti Immagine a Firenze Fiera come partner privato incaricato di organizzare fiere e congressi, mentre la gestione delle strutture resterebbe alla società.
Anche Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, si concentra sugli interventi alla Fortezza: dalla logistica esterna al riordino interno, previo scioglimento del nodo della concessione dal demanio che, breve come è adesso, rende impossibile qualsiasi investimento. «Mi rallegro, dice, perché sembra che Comune, Provincia e Regione finalmente si stiano dando da fare. Ma ora bisogna volare perché le altre città nel frattempo hanno fatto passi da gigante e i tedeschi e i francesi sono pronti a organizzare fiere in Italia».
Estratto da La Repubblica del 26/05/06 a cura di Pambianconews


