Moto, vestiti, occhiali, bevande, gioielli: da qualunque parte lo si guardi, il made in Italy ha retto bene l’onda d’urto del 2003. Questa almeno l’impressione che si ricava leggendo i risultati pubblicati dai più significativi rappresentanti dell’italian style: Ducati, Campari, Luxottica, Bulgari, Marzotto, Burani. In effetti in più di un bilancio sono evidenti le tracce di un anno, il 2003, partito nel segno dell’incertezza economica e proseguito sotto i colpi della Sars, della guerra in Iraq, della paura di attentati oltre che dell’euro forte. E si ha netta l’impressione che, senza questi eventi, i conti sarebbero stati decisamente migliori. Per Luxottica, per esempio, il 2003 sarà un anno di contrazione dei ricavi e degli utili. Il produttore di occhiali ha risentito della debolezza del mercato americano e dell’effetto cambi. Il peggio però è alle spalle e gli analisti vedono un 2004 di nuovo in crescita. Luxottica beneficerà delle aspettative di nuove imminenti acquisizioni. Gli analisti danno fiducia al management restando positivi sul titolo sebbene abbia corso molto e sia vicino al suo fair value.
Bulgari ha annunciato che le vendite nel terzo trimestre sono aumentate, a cambi costanti, dell’8,1% rispetto all’analogo periodo 2002, grazie soprattutto alla nuova linea di gioielli Allegra e nonostante un mercato degli orologi ancora debole. Restano cauti gli analisti di Csfb: «apprezziamo gli sforzi del management, ma ogni ulteriore crescita che si possa verificare nel medio termine risulta già incorporata nei prezzi». Per giustificare un valore del titolo a 7,9 euro, i ricavi dovrebbero salire dell’8% annuo a cambi costanti con un’incidenza dell’utile operativo lordo sul fatturato del 18% (da 13,3% stimato per il 2003) fino al 2006 e rimanere stabile su questi livelli negli anni successivi.
Bene sono andate anche le vendite di Marzotto. Nel terzo trimestre il giro d’affari è aumentato del 4,5% a cambi costanti. Il gruppo ha ribadito di attendersi per il 2003 ricavi e utili operativi in linea con il 2002, mentre l’utile netto consolidato è atteso in calo per il notevole aumento del taxrate. Non conosce crisi il gruppo Mariella Burani. Che ha di recente dichiarato che il 2003 chiuderà con un incremento dei ricavi del 35%. I primi nove mesi, intanto, terminano con un fatturato in aumento del 38,5% sullo stesso periodo del 2002 a 279,8 milioni. Significativi anche i progressi segnati dal margine operativo lordo (+41,3% a 31 milioni), dal reddito operativo (+33,5% a 18,2 milioni) e dall’utile lordo, che segna un consistente incremento (+131,3%) a 20,3 milioni.
Estratto da Affari & Finanza del 17/11/03 a cura di Pambianconews


