La scommessa sul business è stata il leitmotiv della crescita frenetica del marchio Giacomelli Sport, nato nel 1992 e con il bilancio 2001 chiuso con un giro d’affari di 250 milioni di euro. Il segreto? Puntare sulla grande distribuzione dell’abbigliamento sportivo, soprattutto all’interno degli ipermercati. Nonostante gli alti e bassi della borsa, gli investitori hanno dato credito al titolo e questa raccolta, insieme agli usuali capitali di bilancio, supporterà l’annunciata, nuova fase espansiva, oltre a un prestito obbligazionario, già sul trampolino di lancio, per un importo di 100 milioni di euro.
L’iniziativa che Gabriella Spada, presidente del gruppo, e il marito Emanuele Giacomelli, amministratore delegato, hanno deciso di realizzare è ambiziosa: creare una nuova catena di negozi d’abbigliamento sportivo, sfruttando il know-how finora realizzato, ma destinato a una fascia alta di mercato e quindi con prezzi decisamente superiori a quelli praticati negli attuali negozi Giacomelli. Non sarà tralasciato il tradizionale target di mercato: gli attuali punti vendita (106 negozi in dieci paesi) saranno rinforzati e soprattutto si punterà a consolidare la leadership raggiunta in alcuni paesi dell’Europa dell’Est, l’area extra-Italia su cui il vertice Giacomelli ha deciso di puntare.
Nel 2001 la crescita del fattura-to è stata superiore al 16%, all’estero si sono registrate punte di +48,4% nelle vendite. Il marchio Giacomelli riesce a fare affari anche in Internet: viene proposto un sito molto bello e funzionale con un ampio catalogo di prodotti. Col risultato che le vendite on line hanno superato lo scorso anno i 3,72 milioni di euro, +317% rispetto al 2000.


