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Inchieste

G-Star Raw, missione Italia con un approccio innovativo

venerdì, 27 gennaio 2012

G-Star Raw, missione Italia con un approccio innovativo - {focus_keyword}

Sfilata P/E 2012, Bread&Butter

E’ senza dubbio uno dei brand di riferimento del jeanswear internazionale, noto per il suo tessuto “raw”, letteralmente “crudo”, ovvero grezzo, non trattato e non lavato. Oggi per G-Star è giunto il momento di puntare forte sul nostro paese e John Harman, il country manager Italia, ci racconta nel dettaglio progetti e obiettivi dell’azienda, fondata in Olanda poco più di venti anni fa.

G-Star Raw, missione Italia con un approccio innovativo - {focus_keyword}

John Harman ritratto da Marco Armiente

Quali sono state, secondo lei, le tappe più significative della crescita del brand, dal 1989 ad oggi?

Il primo momento fondamentale è stato senza dubbio quando abbiamo concepito la nostra filosofia: just the product, ovvero il prodotto al centro di tutto. Da lì in poi l’evoluzione di G-Star Raw deve le sue tappe principali alla declinazione di questo claim. Siamo anche una delle poche aziende di denim ad aver brevettato il proprio modello più rappresentativo, G-Star Elwood, il denim creato dal nostro head designer Pierre Morriset, che ha venduto oltre 10 milioni di modelli in tutto il mondo. Altra tappa importante è stata l’introduzione del concetto di Denim 3D, l’Arc Pant, un modello che gioca sui volumi: dalla vita al ginocchio è un jeans dal cavallo basso, per poi stringersi fino alla caviglia, conferendo così al pantalone una silhouette unica e immediatamente riconoscibile. In ultimo, un’altra svolta si è avuta nel 2003, quando abbiamo deciso di puntare sul retail in franchising.

E questo cosa ha comportato?

Sicuramente grandi cambiamenti in tutte le aree, perchè il nostro focus si è indirizzato fortemente sullo sviluppo retail: in meno di 10 anni abbiamo aperto circa 300 negozi in tutto il mondo, compreso l’ultimo store inaugurato lo scorso 6 dicembre su Rodeo Drive a Beverly Hills. Il piano poi non è concluso ed entro il 2015 abbiamo in programma di aprire altri 750 store in tutto il mondo.Questo non significa però che penalizzeremo i multibrand ma, al contrario, lavoreremo per potenziare anche quelli. Bisogna considerare infatti che ad oggi siamo presenti in circa 6.000 tra punti vendita indipendenti e department stores su 48 Paesi.

Quali sono i vostri principali mercati?

L’Europa resta il nostro mercato di riferimento e, al suo interno, l’Italia è tra i paesi su cui ci concentreremo. E’ infatti nostra intenzione aprire nella Penisola 40 negozi in franchising, entro i prossimi 4 anni, con flagship store a Roma e Milano. Allo stesso tempo, come ho detto poco fa, continueremo a prestare attenzione al canale dei multimarca, lavorando sulla qualità della distribuzione. Lo sviluppo extra-europeo invece si focalizzerà sugli USA e sull’area Asiatica.

Come chiudete il 2011?

Per il momento non stiamo risentendo della crisi e e continuiamo a crescere, con un fatturato che nel 2011 ha superato il milardo di dollari.

Per voi la fiera di riferimento è sempre stata il Bread&Butter. Come mai quest’anno in occasione di Pitti Uomo organizzerete un evento da Gerard Loft?

Continuiamo ad essere presenti al Bread&Butter di Berlino, ma Pitti Uomo è importante in forza della sua posizione premium sul mercato maschile. In realtà partecipiamo alla manifestazione fiorentina da qualche stagione, ma quest’anno volevamo organizzare qualcosa di diverso. Così abbiamo deciso di presentare la nostra collezione A/I 2012-13 all’interno di uno store come Gerard Loft, che essendo sinonimo di ricerca e modernità, rispecchia il nostro DNA. Data la difficile situazione del mercato in Italia credo che, ora più che mai, sia estremamente importante lavorare a stretto contatto con i rivenditori.

Come si è evoluto il mercato del denim?

Il mercato del denim in questi ultimi anni si è evoluto in maniera radicale, nel senso che si trovano prodotti per qualsiasi consumatore e l’offerta è enorme. Questo rende difficile a molti marchi distinguersi e risultare riconoscibili. G-Star Raw fortunatamente non è mai stato un brand che segue i trend del momento, avendo sempre puntato sulla cura del prodotto, sulla qualità, sui dettagli e sulla vestibilità. Per la prossima stagione, ad esempio, presentiamo un nuovo fit dell’iconico Arc Pant da donna, l’Arc 3D super skinny, per il quale vengono calibrate, oltre ai vari dettagli, anche la distanza e la forma perfetta delle tasche ed il colore delle suture.

Che differenza c’è tra la collezione Raw Essential, il 3D Denim ed il Comic Elwood?

3D denim è una parte essenziale della collezione ed è presente in tutti i nostri progetti di denim, perchè crediamo che una figura tridimensionale si adatti meglio al corpo di ogni persona, dato che non siamo bidimensionali. Raw Essentials invece è la nostra linea Premium, la collezione più all’avanguardia per artigianalità e modernità. Infine, Comic Elwood è un nuovo modello di denim che racconta la storia del famoso denim Elwood disegnato da Pierre Morriset nel 1996 e diventato una vera e propria icona nella storia del denim.

Prima parlava di distinguersi, quanto conta la creatività in comunicazione?

É molto importante per creare l’identità del brand. Noi in particolare siamo da sempre attenti ai talenti creativi, tant’è che dal 2009 abbiamo deciso di affidare le nostre campagne pubblicitarie ad Anton Corbijn, fotografo e filmmaker, che ha ritratto per noi personaggi del calibro di Liv Tyler, Vincent Gallo, Gemma Arterton e nel 2012 Clemence Poesy, giovane attrice francese destinata al successo nel mondo del cinema.

 

 

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