Tessile-abbigliamento , dal 2010 in ripresa Prato, Biella, Como e Carpi

La Banca Monte dei Paschi di Siena ha condotto un'analisi che evidenzia le prospettive economiche dei principali distretti del settore tessile-abbigliamento con quelle del “Sistema Moda” da cui emerge che i distretti di Prato, Biella, Como e Carpi, dal 2010, vedranno una ripresa nella produzione e nell'export.


Nell'ambito del generale ciclo negativo del manifatturiero italiano, peraltro condiviso anche dagli altri paesi industrializzati, il “Sistema Moda” mostra una tenuta relativamente migliore rispetto alla media settoriale.
Focalizzando l'attenzione sulla macrofiliera del tessile/abbigliamento (T&A), la recente, marcata contrazione della domanda interna e internazionale si è innestata in un quadro già critico per l'inasprimento della competizione globale, penalizzando soprattutto le lavorazioni “a monte”: tra il 2005 e il 2008, l'incidenza sul totale del T&A del comparto Tessile in termini di produzione e esportazioni è calata di oltre 4 punti percentuali.


La propensione all'export dei distretti aggregati, come pure dell'intero comparto, risulta in progressiva flessione negli ultimi anni, con un'intensità relativamente maggiore per il dato distrettuale aggregato; nel 2010 si attende una sostanziale stabilizzazione sui livelli previsti per l'anno in  corso. I quattro distretti aggregati rappresentano il 16% circa della produzione dell'intero T&A e quasi il 18% dell'export complessivo,questo grazie ad  una maggiore presenza sui mercati esteri. Nel confronto 2006-2010 tra i singoli distretti e il comparto T&A, si segnala la migliore performance complessiva del polo di Carpi; la ripresa dell'export nel 2010 dovrebbe essere relativamente più rapida per i distretti di Como e Biella.


In termini di indici di bilancio, i top player di Carpi spiccano per la redditività gestionale (favorita anche da una produzione più concentrata sull'abbigliamento), Biella sconta nel maggior costo dell'indebitamento una fase di investimenti più accentuata, mentre Prato soffre ancora di una leva finanziaria troppo alta, dovuta ad un livello di dotazione patrimoniale inferiore rispetto agli altri distretti.