Gli orologi Lvmh tornano a battere il tempo del lusso

Gli orologi tornano a scandire i tempi del lusso. Lvmh ha comunicato ieri i dati di vendita del primo trimestre 2003 in cui ha battuto le stime, nonostante la penalizzazione dell'euro forte, soprattutto grazie all'ottimo andamento della divisione Orologi e Gioielli. Quest'ultima, che lo scorso anno era stata una delle poche aree a chiudere con un risultato negativo (per 48 milioni), è stata in grado di mettere a segno un progresso dei ricavi del 30% a parità di cambio e perimetro.



I risultati del numero uno mondiale del lusso sono un'iniezione di fiducia per le aziende del settore: «I numeri di Lvmh avranno un positivo impatto sull'intero comparto», ha commentato Melanie Flouquet, di Jp Morgan, che al titolo francese assegna giudizio overweight. Il colosso guidato da Bernard Arnault ha portato i ricavi dei primi tre mesi dell'anno a quota 2,85 miliardi di euro, con un incremento pari al 2%, percentuale che diventa a doppia cifra (+10%) al netto dell'effetto cambio e a parità di struttura. «Un buon risultato, ha spiegato la Flouquet (che prevedeva una crescita organica ferma al 7%), anche se la vera sorpresa arriva dal fatto che la società ha cambiato le previsioni sull'ebita (margine operativo lordo) 2004, parlando ora di crescita significativa invece che di crescita tangibile».


L'ultima volta che il colosso di Parigi utilizzò il termine «significativa», nel 2002, ottenne a fine esercizio un incremento del 29% del margine operativo. «Se questo si traducesse, ha precisato l'analista di Jp Morgan, in un incremento del 4-5% dell'utile netto, il titolo, che oggi quota 23 volte i profitti attesi nel 2005, annullerebbe l'attuale premio rispetto ai concorrenti».
Lvmh, che in Italia controlla marchi come Fendi, Pucci, Acqua di Parma e Rossimoda, conferma così nella prima parte del 2004 il positivo cambio di trend registrato dalla seconda metà dello scorso esercizio.


Estratto da Finanza&Mercati del 9/04/04 a cura di Pambianconews